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Cosa si intende per Evento Massimo Atteso (E.M.A.)

Posted on | luglio 21, 2011 | Commenti disabilitati

L’ipotesi di base è che le comunità professionali del soccorso indicano e assumono, quale evento massimo atteso, la morte improvvisa di un/a collega per conseguenze derivanti da incidenti sul lavoro.

Tale circostanza può essere considerata il picco massimo di un evento altamente stressante e scioccante per queste organizzazioni, come dimostrano le numerose testimonianze raccolte in prossimità di eventi luttuosi che hanno interessato alcune comunità dei soccorritori come i VVF italiani.

Altrettanto vera è la circostanza, anche questa scioccante, davanti alla quale si viene a trovare un operatore impegnato su uno scenario d’intervento particolarmente cruento: per esempio incidente stradale, aereo o in presenza della morte di un bambino (quest’ultimo pare sia l’evento scioccante più significativo per i soccoritori).

Davanti a tali situazioni traumatiche, ogni individuo ha una sua modalità di reagire: parla troppo, non parla affatto, evita accuratamente di toccare l’argomento, ne parla solo con i suoi amici più fidati e così via.

Il professionista del soccorso, ai fini di una salvaguardia del suo assetto psico-fisico e del suo bene-essere e quindi di una migliore resa professionale, non può lasciare tutto questo al caso. Egli ha l’inevitabile bisogno di una regola professionale e una procedura comportamentale da adottare si auspica in maniera automatica, in presenza di circostanze ritenute potenzialmente scioccanti.

La regola aurea da impiegare è quella di creare un sistema di comunicazione e di condivisione ottimale che inneschi un processo di esternazione ma nel contempo di ascolto.
Possiamo farlo subito sullo scenario d’intervento, possiamo farlo subito dopo l’intervento appena rientrati in sede e se la situazione lo richiede, anche dopo qualche mese facendosi però aiutare, in questo caso, da specialisti.

Riassumendo tre sono i momenti per interagire:

  • Subito sullo scenario d’intervento per permettere una decontaminazione emotiva
  • Appena dopo per consentire sul piano personale un disinnesco delle potenziali spinte disgregative di emozioni non elaborate ed evitare il contagio familiare
  • Molto dopo intervento specialisti

L’EMA riflette il suo intervento solo sui primi due momenti e cioè:

  • il subito è suddiviso in due momenti:
    supporto in scena
    atti di solidarietà e di comunanza, piccoli incoraggiamenti senza scadere nel paternalismo.
    decontaminazione emotiva
    il conduttore non appartiene funzionalmente alla squadra intervenuta sul posto ma è necessariamente a conoscenza dello scenario d’intervento, la dinamica d’innesco, la squadra inviata e la sua composizione. Si preoccuperà di avvertire i familiari nel caso del protrarsi dell’intervento oltre l’orario di lavoro preoccupandosi di mantenere in maniera esclusiva tali contatti, giungerà sul luogo d’intervento con generi di conforto e riunito il personale operativo interessato alla smobilitazione a ridosso dello scenario suggerirà alcune norme basilari di igiene mentale e psicofisica, rinviando ad un momento successivo approfondimenti di vissuti individuali.
  • appena dopo è un percorso a 5 tappe
  • Precedentemente preavvisati, i componenti la squadra, appena rifocillati, riuniti in una stanza acusticamente isolata dal contesto lavorativo e dal resto della comunità, si riuniranno per discutere dell’esperienza appena vissuta.
    Tale precauzione consentirà di elaborare emozioni legate al lavoro che si è appena concluso senza mai accennare ad inconvenienti tecnici o inadempienze da parte dell’Amministrazione.

    Nell’ “appena dopo” i partecipanti sperimenteranno il VUOTS l’acronimo di: vedere, udire, odorare, toccare e sentire dentro.
    Un percorso di 5 tappe fondamentali che costituiscono la percezione emotiva sensoriale individuale e di gruppo.

    Il tempo che la squadra si dedicherà non supererà mai l’ora e il conduttore sarà sempre un elemento della squadra operativa opportunamente addestrato e supervisionato da un equipe di specialisti precedentemente istituita.
    L’EMA si basa sull’aiuto tra pari e non prevede la presenza di specialisti durante le fasi della sua applicazione.

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