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Il maiale chi è?

Posted on | luglio 21, 2011 | Commenti disabilitati

La morfologia del Maiale

È onnivoro, non ruminante.
La struttura morfologica del maiale è caratterizzata da un corpo tozzo, rivestito di pelle spessa e coriacea fitta di peli lunghi e resistenti, da arti corti le cui quattro dita hanno degli unghielli, le due dita centrali sono più grandi per sorreggere il peso del corpo. La testa grande e terminante con un grosso grugno, occhi piccoli e dentatura con canini aguzzi e ricurvi simili alle zanne.

La pelle è detta cotenna, sotto di essa si deposita il grasso (lardo).

Il numero dei nati varia da quattro a oltre venti suinetti per parto. La scrofa può riprodursi all’età di 8-12 mesi, la gestazione dura tra 105 e 125 giorni. La velocità di accrescimento dei suinetti è notevole: da un peso alla nascita di un chilogrammo circa si può arrivare in un anno a oltre un quintale.
A differenza di quello che si crede, il maiale ha un notevole istinto della pulizia. Ha abitudini tendenzialmente notturne; allo stato brado ama vivere in branchi e preferisce le zone boschive, umide e paludose.

I suini, chi non lo sa!, sono animali petulanti e chiacchieroni che comunicano i loro “stati d’animo”, soddisfazione o disagio con ripetuti sordi grugniti o lunghe strida acutissime, anche nell’atto del mangiare. In verità si dovrebbe dire che più che mangiatori essi sono grandi divoratori, così ingordi che, se lasciati allo stato brado, ingurgitano tutto ciò che possa avere una parvenza di commestibilità, anche se sono molto golosi di cereali e di leguminose.

Esistono molte razze di maiale selezionate dall’uomo. Fra le più pregiate sono le inglesi (Yorkshire, Hampshire), le francesi (Limosina), le tedesche. In ltalia sono diffuse le razze Bolognesi e Napoletane.
Del maiale si utilizzano pressochè tutte le parti del corpo: le carni (consumate fresche o dopo conservazione), il grasso, la pelle e le setole.

L’allevamento

I sistemi di allevamento in Italia sono:

  • Brado:
    tipico delle regioni meridionali e insulari. Gli animali stanno sempre all’aperto e si alimentano con quello che trovano.
  • Semibrado:
    gli animali sono tenuti al pascolo solo quando il clima lo consente e per alcune ore del giorno. Quello semibrado è un sistema particolarmente adatto per i riproduttori, per i suinetti, per i lattonzoli (20-40 kg) e per i magroni (40-60 kg).
  • Stallino:
    può essere di tipo familiare, semindustriale e industriale. Animali sempre al chiuso nel ricovero, tranne alcune ore in recinti adiacenti. La loro alimentazione diventa oggetto di una cura particolare entrando in un preciso programma mirato al sano sviluppo dell’animale. Mais, avena, orzo, frumento, cruscami, latticello, patate disidratate, siero di latte, farina di soia, farina medica e di sesamo e molto altro vengono adeguatamente valutati sulla base dei loro apporti dietetici per garantire l’ingrasso produttivo sano.

Fra le specie di animali domestici trattare la suina è caratterizzata dal ciclo riproduttivo più breve e della prolificità in base alla quale le razze si classificano con bassa, media e alta prolificità se danno 6-9-12 o più porcellini per parto, verificandosi anche frequenti casi di scrofe che ne partoriscono 20 e più a volta.

Ai fini della produzione economica di carne, la specifica brevità del ciclo riproduttivo, la prolificità, la precocità etnica ed individuale, la voracità in animali per eccellenza da reddito come sono i suini, costituiscono qualità di eccezionale portata che solo alcuni paesi allo stato attuale sfruttano interamente, traendone grandi benefici economici.

Abbandonata la produzione di maiali lardosi, potendo contare sulla prolificità e brevità del ciclo biologico, gli attuali indirizzi dell’allevamento consento di ottenere con celerità ed economia carni magre e gustose.

In Italia l’allevamento è praticato a sistema brado, semistallino ed intensivo.

Con il primo sistema si allevano ancora oggi maiali rustici, incolti, eccellenti pascolatori, grufolatori, instancabili camminatori che trascorrono buona parte dell’anno pascolando nella macchia o nel bosco e nella stagione estiva sulle stoppie di cereali, leguminose o su maggesi. Si tratta di maiali primitivi, di piccola mole, tardivi nello sviluppo somatico e sessuale, che si macellano nel secondo anno di vita e producono carne magra. La “transumanza” è un fenomeno che interessa anche la razza suina seppur con una diversità rispetto a quella ovina. Mentre infatti capre e pecore in estate abbandonano la pianura per spingersi verso territori più alti, i maiali fanno esattemente il contrario, andando in cerca proprio delle stoppie, dei cereali e dei maggesi che trovano a fondovalle. Le regione italiane interessate a questo sistema di allevamento sono quelle dell’Italia centro meridionale.

Il secondo sistema è caratterizzato dalle zone in cui vi sono poderi di tutta Italia. I maiali più o meno migliorati sono ricoverati in porcili dove ricevono una alimentazione per l’ingrassamento.

Il terzo sistema comprende le due forme di allevamento intensivo ed industriale. Con la prima, in passato molto diffusa in tutto il paese, si allevano più di tre maiali, in parte per soddisfare le necessità alimentari della famiglia, in parte per coprire le spese sostenute con la vendita di uno o più mezzone. Invece, il sistema di allevamento industriale si è affermato in Italia con la vacca da latte. E’ quasi tutto, quindi, concentrato nella valle Padana, nelle grandi porcilaie legate ai caseifici perché può contare per l’alimentazione economica sulla cospicua massa di sottoprodotti dell’industria lattiero-casearia.

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